VITA DA BIMBO ATIPICO

 

Primo giorno della scuola il mio cuore è una danza

Le farfalle nello stomaco e la mia testa vuole esserci

Non so bene quando inizia, ma ho comprato già l’astuccio

e al negozio della zia ho scelto anche una merenda

 

Questa scuola è importante io lo vedo dai tuoi gesti

voglio farla tutta bene e far felice la mia mamma

Non m’è chiaro di preciso cosa a scuola io farò

Ma non importa, perché nulla, è mai chiaro a me, ohibò

 

La mattina la maglietta mi pizzica la schiena

Mamma aiuto l’etichetta che mi brucia da morire

Non sto fermo ma è la pelle che mi pizzica dovunque

Ferma tutto voglio scendere la colazione andava prima!

 

Salgo in macchina agitato non capisco le parole

Ho strappato la maglietta e la mamma si è arrabbiata

Ho mangiato troppo in fretta e ora sono agitato

La mattina è al contrario, ferma il tempo non è giusto!

 

Nella scuola tutto puzza di ammoniaca e cibo marcio

Le sedie son piccine e i bambini sono troppi

La mia mamma è andata via con i suoi occhi luccicanti

Io son solo e non distinguo le parole e le persone

 

Mi alzo in piedi e faccio un giro per guardare da lontano

per capire dove sono devo farmi il mio schemino

“altolà bambino in blu torna al banco per favore”

E risate come tuoni che mi trapano la testa

 

“Si è bagnato per favore la bidella fate entrare”

E di colpo sono preso e galleggiando scendo in bagno

“ma che hai fatto santo cielo la pipì nei pantaloni?”

Le parole mi rimbombano ed ho freddo nelle gambe

 

“Adesso smettila di urlare tu bambino malandrino”

La mia mamma che mi prende e mi dice andiamo a casa

Mamma scusa non sapevo che la scuola fosse un botto

Non capisco, cosa dici, perché piangi, mentre parli?

 

Finalmente nel mio posto e i miei giochi tutti in fila

Mangio presto vado a letto e ripenso alla giornata

È una casino questa scuola io non ero preparato

Ci riprovo domattina però datemi una tregua

 

Le giornate disuguali si susseguono veloci

Ora a scuola c’è una donna che mi sta sempre vicino

Ha un profumo delicato e mi spiega le persone

La mia mamma è più tranquilla e la scuola più serena

 

In cortile dei bambini che si tirano la palla

Io li guardo e la maestra ferma ‘l gioco e mi fa entrare

Io che cerco di giocare ma la palla non la mollo

Tutti ridono e mi escludono e ritorno alle mie carte

 

Le bambine che parlottano mi si siedono vicine

“vuoi vedere la mia carta del cartone preferito?”

Mi risponde che va bene e io sono un bimbo nuovo

Ma mentre parlo lei si stufa e mi lascia ancora solo

 

Oggi è il mio compleanno e voglio solo star sereno

Mangio torte e pasticcini e gioco solo in cameretta

La mia mamma ha organizzato una festa rumorosa

Mamma mia, ti prego no, anche oggi questo caos?

 

Ma possibile, che io, non sia capace, di star qui

E che tutti in questa vita fanno cose differenti

La mia mamma piange spesso e il papà è sempre via

Deve essere un’impresa esser i genitori miei

 

Si ma io non faccio apposta, mamma mia almeno tu,

e come fanno gli altri bimbi a non sentire questa puzza

Il rumore, le etichette ed il cibo a forma strana

A capire ogni parola e poi star fermi dentro il banco?

 

Sono strano, fatto male, sarò forse difettoso?

Ma a me importa star sereno e con voi è guerra persa

La mia mamma che sta male meglio starmene in disparte

Nei pensieri nei i miei giochi e la testa senza mondo

 

Ma una cosa l’ho capita anche se sembro sempre assente

Che per voi essere uguali è una cosa naturale

Siete stati costruiti già perfetti, non c’è dubbio,

e abitate di diritto fra i corretti del pianeta

 

Questa scuola, questa strada, la famiglia e ogni cosa

È progettata sol per voi per non farvi nessun botto

E io che sono costruito in maniera differente

Vivo contro a ogni cosa e sembra tutto un carnevale

 

Non ti chiedo di cambiare resta pure come sei

Io ti chiedo di capire che son solo in minoranza

se ti accorgi anche di me posso vivere sereno

basta poco a essere amici se capisci questa cosa.

 

 

 

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