L'Orologio della Stazione
L’OROLOGIO DELLA STAZIONE
Quando
fa così caldo sento sciogliermi dentro,
ed
aspetto l'inverno che il freddo mi inchiodi
senza
sole una pausa mi riporta alla vita
e
mi fa compagnia fino alle gemme a primavera.
La
mia vita è scandita dal ticchettio delle lancette,
dalle
partenze e dagli arrivi e dagli sguardi della gente.
Tutti
guardano, sospirano, imprecano e riguardano,
e
le chiacchiere al quale non ho tempo di andare.
Quel
giorno lo ricordo girando sopra e sotto
Imbacuccata
nella sciarpa più grande del suo viso,
mi
guardava una ragazza cercando una risposta
a
una domanda che a fatica si sforzava di cacciare.
Lei
è fissa nei miei battiti non si muove è senza tempo
Cosa
aspetti dolce sguardo quando il tempo è un’attesa
E
le azioni già pensate sono ferme nella mente
Guarda
qui come io mi muovo regolare senza errori
Quindi
muoviti, ragazza incantata persa dentro!
Se
ti perdi qualcuno è costretto a cercarti.
Scova
dentro te stessa un ricordo di vita
Non
restare così ferma a guardarmi girare
Un
secondo mi ricorda che è passato già del tempo
Un
bambino corre addosso alla ragazza imbacuccata
Lui
le scuote la figura tira forte i suoi vestiti
Ma
lei resta ferma immobile, è già persa la pover’anima?
Due
secondi di terrore guardo fisso da quella parte
Il
secondo batte forte e le ciglia hanno un fremito
Un
respiro rompe il velo e la sua testa guarda in giù
Si
è svegliata la ragazza, col bambino a braccia in su.
Il
rumore della gente ricomincia a fraseggiare
Le
persone vanno ferme verso tutte le direzioni
Lei
si attiva gradualmente col bambino alla sua mano
E
scompare lentamente tra la i colori del mio sguardo.
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