Dipendenze

 

Lo spasmo che ho dentro è un bambino che strilla

Vuole il ciuccio e un abbraccio per una notte tranquilla

 

Non ho imparato ad aiutarlo e i tentativi tutti vani

Così decido di ignorarlo mentre tento di fuggire

 

La nave speranzosa approda in scali maledetti

Lancia nera delle cime alle ombre di quel porto

 

Stringo patti con chiunque sa calmare questo spasmo

Che ritorna ogni volta che il bambino buca il vuoto

 

La mia casa è in disordine e la mia stanza infinita

Una mamma a volte c’era ma adesso sono solo

 

Basta!

Non si vive in questo modo

io mi prendo quel che bramo

e ne prendo come il latte

del mio seno mai scordato

il suo pianto è soffocato  

ed il cuore mio calmato.

 

La chiave è rimasta là dove mi son perso

Sono i sogni il segreto per uscire dal nero

Una fune al contrario da seguire per intero

 

Se non vieni a salvarmi nel passato parallelo

Qui rimango impigliato fino al prossimo disgelo.


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