Ho incontrato un assassino

 

Ho incontrato un assassino.

Era vero.

Mi ha dato la mano.  E io l’ho stretta.

Quando ancora non sapevo.

L’ho guardato negli occhi

e non ho sentito il suo sangue.

Eppure, era vivo.

 

Ho parlato a un assassino.

Era solo lui, ma non era da solo.

Nel suo sguardo, il peso di tanti sguardi.

Attraverso lui le vite spezzate da un patto,

che lui ha stretto. E ora non è mai solo.

Lui porta a termine

ciò che a discapito suo ha avuto inizio.

 

Non chiedo perdono, non faccio domande.

È il mio patto.

Reggo la fune di metallo provata dal gelido vento

con le mani salde là dove tocca a me tenere.

Io esisto, ma non mi interessa.

Questo è quello che vivo.

E mi viene bene, perché è quello che sono.

 

E ora chiamami assassino.

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