Il parco

 

Sulla strada in autunno passeggia un vecchietto

Ondeggia assonato raccolto nel berretto

I suoi passi borbottano la voce dal ventre

È un dialogo tra sé suonato da un’orchestra

 

Una mamma trascina un bimbetto svogliato

L’ombrello, lo zaino, la borsetta e il cappotto

Assieme camminano ma sembran tutt’uno

Uno schizzo di un artista, uno sbuffo di fumo

 

La ragazza attorcigliata nella sciarpa colorata

Con i tacchi a punta larga e la borraccia abbinata

Si muove insicura per la strada quotidiana

Ricacciando nella gola i suoi sogni da strana

 

La scopa che si muove a ritmo lento sulle foglie

Accarezza il marciapiede con un fare molto lieve

e la mano che la tiene è rugosa ma bonaria

sta serena e tiene il ritmo anche quando il vento infuria

 

L’uccellino, lo scoiattolo, il cestino e la panchina

La foglia rosso fuoco e la brezza mattutina

Mi fermo e prendo fiato riempiendomi la testa

di un aroma di caffè, chiacchiericcio e burro fuso

 

Non c’è altro che vorrei per sentirmi meno sola

Che vedere questo parco dare vita a ogni cosa

Nelle piccole fessure di questa vita passeggera

C’è il segreto della vita che piano piano ti colora.

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