LA CONSUETA TEMPESTA
Succede nella vita di perdere il timone di sé stessi
e cavalcando le onde, il vento ci piega la barca.
Qualcuno si ostina a lottare con la bestia indomabile
una battaglia senza speranza che a breve ci spezza il legno,
mentre altri, molto prima, si lasciano morire nell’abisso.
Cerchiamo un faro ma è solo il riflesso della luna
Abbiamo perso il controllo siamo nel buio e abbiam paura
e alzando le mani e ci lasciamo morire,
mentre il vento non si placa e il sole brucia la pelle.
È la fine ma anche l’inizio, sia che moriamo, sia che
lottiamo,
la tempesta ci ha spezzato e timido torna l’incerto sereno
e noi ci accorgiamo di esserci: intonsi e più forti.
Alla fine del mare agitato, sulle rive fangose
noi siamo più energici, trasformati rigenerati dal vento.
E non abbiamo solo vinto, noi ora siamo parte del gioco
che pensavamo nemico volesse spezzarci, e invece
lui ci ha ricordato, che noi siamo il vento e le onde,
noi siamo il Dio che le manda impietoso e lontano
siamo parte del tutto che agisce e non possiamo morire.
Mai.
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