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Sei un solco della mia vita
una ruga sul mio volto
mi ricorda le risate e le angosce
di noi due amanti all'inferno
E svenne il poeta supremo
ascoltando la mia voce raccontare
il piacere forte che mi prese
dal primo istante che ti vidi
L'acqua da tempo non scorre
nel letto del nostro fiume
ma le piante sull'argine non vogliono
pensare di morire senza te
Gli amanti all'inferno vivono
il ricordo di ciò che non c'è più
s'appartengono ma ombre inconsistenti
perenni assetati che sognano di bere
Non vedo la speranza in questo luogo
non sento più nemmeno la tua voce
voglio prendere il poeta per il braccio
ma è già così lontano dal mio aggancio
e allora...
lasciamoci sospingere amor mio
dal vento che forse un giorno
se saremo fatti piccoli e leggeri
ci trasporti via dall'inferno dove siamo
impotenti, trasparenti immagini
di ciò che eravamo.
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